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Fisioterapia e Riabilitazione del Pavimento Pelvico

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Negli ultimi decenni il mondo scientifico ha dimostrato come la fisioterapia e riabilitazione del pavimento pelvico costituiscano il primo approccio terapeutico per la cura dell’incontinenza urinaria.

L’incontinenza urinaria può essere affrontata e risolta in modo semplice!

Questa terapia consiste nell’utilizzo di semplici esercizi terapeutici diretti alla zona genitale e/o di strumenti elettromedicali;

entrambi hanno l’obiettivo di migliorare la condizione dei muscoli del pavimento pelvico.

Il percorso del trattamento prevede tre fasi:

1. Percepire

2. Allenare

3. Automatizzare


1. COME PERCEPIRE IL PAVIMENTO PELVICO

ASCOLTARSI

Hai mai provato ad ascoltare il tuo perineo mentre respiri? No???

Allora provaci!

Mettiti seduto/a su una sedia, con i piedi bene appoggiati a terra; posiziona un piccolo asciugamano arrotolato a cilindro sotto al bacino come nel disegno: sarà così a contatto con il tuo pavimento pelvico.

Ora inizia a respirare e, se lo preferisci, chiudi gli occhi. L’asciugamano ti aiuta a percepire le modificazioni dei muscoli del pavimento pelvico durante le due fasi della respirazione. Potrai accorgerti che mentre l’aria entra, la zona genitale, e quindi anche il pavimento pelvico, scende e si
posa sull’asciugamano, mentre quando l’aria esce risale lentamente alla posizione di partenza. Se provi a tossire, il movimento del perineo diventa molto più evidente.

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Puoi anche provare a fare l’azione che si compie solitamente quando si cerca di trattenere l’urina, così da sentire quale zona si muove.

 

Durante l’inspirazione il diaframma respiratorio scende per fare spazio ai polmoni e contemporaneamente spinge gli organi della cavità addominale e pelvica verso il basso facendo aumentare la pressione all’interno dell’addome.

Il tuo pavimento pelvico asseconda la pressione cedendo un po’ verso il basso, per fare spazio
agli organi addominali. Durante l’espirazione invece, il diaframma risale e il pavimento pelvico a sua
volta ritorna al punto di partenza.

 

Lo sapevi che il diaframma respiratorio e i muscoli del pavimento pelvico si modificano in sincronia durante la respirazione?

 

Non hai ancora sentito nulla?

Non preoccuparti perché la maggior parte delle persone per motivi culturali, religiosi, educativi comuni nella nostra società odierna ha una scarsa consapevolezza di questo distretto corporeo. Per continuare ad indagare sul tuo pavimento pelvico prova allora ad utilizzare anche il canale visivo.

ESPLORARE

Mettiti in una posizione comoda, sul letto o su un tappetino, divarica leggermente le gambe e posiziona al centro uno specchio. Potrai così provare ad effettuare alcune contrazioni del pavimento
pelvico, come quando trattieni l’urina, e osservare il movimento della zona genitale.

Puoi anche provare ad appoggiare un dito nel punto tra l’ano e la vagina nella donna o tra l’ano
e i testicoli nell’uomo, così da percepire meglio il movimento prodotto dai muscoli del pavimento pelvico.

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2. COME ALLENARE IL PAVIMENTO PELVICO

In questa fase il pavimento pelvico viene rinforzato affinché sia in grado di chiudere lo sfintere uretrale durante gli aumenti di pressione intra addominale (tossire, starnutire, ecc.). Oltre a ciò, la contrazione del muscolo permette di inibire lo stimolo alla minzione e/o l’urgenza, potendo così posticipare lo svuotamento della vescica.

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Ecco due semplici esercizi:

1. inizialmente utilizza la posizione supina: potrebbe risultare più facile sentire cosa devi fare. Piega le ginocchia, appoggia bene i piedi a terra ed esegui una contrazione più forte possibile seguita da 5 secondi di riposo; ripeti per 5 minuti. Se senti che dopo alcune ripetizioni la forza diminuisce, riduci i minuti di esercizio;

2. nella stessa posizione prova a fare delle contrazioni mantenute per 3-5 secondi senza interrompere la respirazione, seguite da un tempo di riposo doppio rispetto a quello di contrazione (es.: 3 secondi di contrazione seguiti da 6 secondi di riposo). Ripeti questa sequenza per 5 minuti.

non tralasciare la fase di rilassamento poiché ha la stessa importanza della contrazione per un corretto allenamento del tuo pavimento pelvico.

N.B. Con il passare dei giorni e un allenamento quotidiano, potrai aumentare i minuti dedicati agli esercizi fino ad arrivare a 10-15 minuti in totale.

Puoi eseguire gli stessi esercizi mettendoti sul fianco e per aumentare la difficoltà provali da seduta, in piedi o in qualsiasi altra posizione che ti possa aiutare nella percezione.

cerca di concentrare l’attenzione solo sui muscoli del pavimento pelvico!

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Se ritieni di non essere in grado di seguire autonomamente gli esercizi o se i sintomi non regrediscono, puoi sempre affidarti alle mani di un professionista sanitario (medico di base, medico specialista, fisioterapista, ecc.) che ti guiderà nella gestione del disturbo. In particolare se affronterai i sintomi con la fisioterapia e riabilitazione del pavimento pelvico, potranno essere utilizzate varie tecniche come la kinesiterapia, o terapie strumentali (biofeedback, elettroterapia, coni vaginali ecc.), che intervengono direttamente sulla zona del pavimento pelvico.


3. UN PASSO AVANTI: AUTOMATIZZAZIONE

Adesso che hai imparato a riconoscere ed allenare il pavimento pelvico in maniera corretta, prova ad utilizzarlo nella vita quotidiana, ad esempio:

  • durante gli aumenti di pressione intra addominale, come tossire, starnutire, sollevare pesi, fare attività sportiva, ridere, gridare, cantare. In queste situazioni è opportuno contrarre i muscoli del pavimento pelvico prima e durante queste azioni;

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  • durante gli episodi di urgenza, come ad esempio lo stimolo impellente che insorge pochi istanti prima di aprire la porta di casa. In queste situazioni è opportuno effettuare un contrazione moderata del pavimento pelvico e mantenerla per più secondi fino alla scomparsa dello stimolo

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non preoccuparti: automatizzare richiede costanza e ripetizioni!

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